Gratuito patrocinio

Patrocinio a spese dello Stato - Gratuito patrocinio

L’Avv. Cristian Lomaistro è iscritto all’elenco dei difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato per le cause in materia di diritto civile, volontaria giurisdizione, diritto del minore e della famiglia, compresi i procedimenti di separazione e divorzio.

Avvocato gratuito

CHE COS’È IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO?

Il patrocinio a spese dello Stato (detto anche gratuito patrocinio) è un istituto che consente alle persone non abbienti (che, cioè, non abbiano i mezzi economici necessari per pagare il compenso dell’avvocato e le spese di giudizio), di avvalersi di un avvocato iscritto negli appositi elenchi di difensori abilitati al patrocinio a spese dello Stato, sia per agire che per difendersi. Il compenso dell’avvocato, quindi, sarà pagato dallo Stato; relativamente alle spese a carico della parte ammessa, alcune sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’erario: non saranno, quindi, corrisposte dalla parte assistita.

L’istituto è ammissibile solo per l’attività giudiziale (e non per quella stragiudiziale), ritenendo ivi comprese sia le azioni strettamente processuali che quelle prestate dal legale, in esecuzione del mandato conferito, al di fuori del giudizio, purché direttamente collegate allo stesso.

L’Avv. Cristian Lomaistro è abilitato al patrocinio a spese dello Stato relativamente alle cause in materia di diritto civile, volontaria giurisdizione, diritto del minore e della famiglia, compresi i procedimenti di separazione e divorzio.

QUALI SONO I REQUISITI REDDITUALI PER ESSERE AMMESSI AL GRATUITO PATROCINIO?

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 76 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.493,82. Tale importo, che viene aggiornato ogni due anni in relazione alla variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, è stato così definito, da ultimo, ai sensi del Decreto 16 gennaio 2018 (in G.U. 28/02/2018, n. 49) per l’anno 2018.

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

VI SONO DELLE ECCEZIONI AI LIMITI DI REDDITO PREVISTI PER L’AMMISSIONE?

Sì. Per tutti i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416-bis del codice penale (associazione di tipo mafioso), 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (associazione finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri), 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell’articolo 80 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, nelle forme aggravate), e 74, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope), nonché per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni criminali mafiose, il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti e non si può essere ammessi al beneficio, salvo prova contraria.

Inoltre, la persona offesa dai reati di cui agli articoli 572 (maltrattamenti contro familiari e conviventi), 583-bis (pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili), 609-bis (violenza sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo) e 612-bis (atti persecutori, ovvero “stalking”), nonché, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600 (riduzione o mantenimenti in schiavitù o in servitù), 600-bis (prostituzione minorile), 600-ter (pornografia minorile), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 601 (tratta di persone), 602 (acquisto e alienazione di schiavi), 609-quinquies (corruzione di minorenne) e 609-undecies (adescamento di minorenni) del codice penale, può sempre essere ammessa al  gratuito patrocinio, anche in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legge.

Infine, il minore straniero non accompagnato coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale ha diritto di essere informato dell’opportunità di nominare un legale di fiducia e di avvalersi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del procedimento.

CHI PUÒ RICHIEDERE L’AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO?

Possono richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, purché le loro pretese non risultino manifestamente infondate:

  • i cittadini italiani
  • gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare
  • gli apolidi
  • gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

QUANDO SI PRESENTA LA RICHIESTA DI AMMISSIONE E QUAL È LA SUA VALIDITÀ?

L’ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio (oltre che per le procedure connesse). È previsto il patrocinio anche nella fase dell’esecuzione, nel processo di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo.

Anche l’attività di assistenza svolta nel procedimento di mediazione obbligatoria che precede il giudizio vero e proprio rientra nell’ambito di applicazione del patrocinio a spese dello Stato.

Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione, salvo che per l’azione di risarcimento del danno nel processo penale.

CI SONO DELLE ESCLUSIONI DALL’AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO IN AMBITO CIVILE?

Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo che la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).

DOVE SI PRESENTA LA DOMANDA?

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

  • luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

L’AMMISSIONE PUÒ ESSERE REVOCATA?

Sì, può essere revocata. Se nel corso del processo sopravvengono modifiche delle condizioni reddituali rilevanti ai fini dell’ammissione al patrocinio, il magistrato che procede revoca il provvedimento di ammissione. La revoca ha effetto dal momento dell’accertamento delle modificazioni reddituali, indicato nel provvedimento del magistrato; in tutti gli altri casi, essa ha efficacia retroattiva.

È POSSIBILE NOMINARE UN CONSULENTE TECNICO DI PARTE?

Sì. Chi è ammesso al patrocinio può nominare un consulente tecnico di parte nei casi previsti dalla legge.

DA CHI VIENE LIQUIDATO IL COMPENSO DELL’AVVOCATO?

Al termine di ogni fase o grado del processo e, sempre, al momento della cessazione dell’incarico, gli onorari e le spese a lui spettanti saranno liquidati con decreto dall’autorità giudiziaria.

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