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DiAvv. Cristian Lomaistro

Rottamazione cartelle Equitalia: la proroga dei termini è ufficiale

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Dopo la bocciatura dell’emendamento presentato dall’On. Federico Ginato (PD) alla legge di conversione del decreto-legge c.d. terremoto (Decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8), la Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento presentato dall’On. Giulio Sottanelli con cui viene completamente riscritto il calendario per la c.d. rottamazione delle cartelle di pagamento emesse dall’Ente di riscossione. L’emendamento propone, infatti, di prorogare il termine per aderire alla definizione agevolata dei ruoli al 21 aprile 2017, anziché il 31 marzo prossimo, come previsto attualmente. Anche il termine entro il quale l’agente di riscossione deve fornire la propria risposta alla richiesta presentata dal contribuente (ed, eventualmente, presentare allo stesso il conto da pagare) viene prorogato: non più il 31 maggio prossimo, bensì il 15 giugno 2017. L’emendamento darà quindi più tempo sia al contribuente che all’amministrazione finanziaria, per la definizione agevolata delle cartelle di pagamento, introdotta con il decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 (convertito nella legge 1 dicembre 2016, n. 225), contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”.

La proposta emendativa, tuttavia, va oltre, fornendo anche una interpretazione autentica dell’art. 6, comma 10, lett. e-bis) del Decreto-legge n. 193 del 2016, sancendo espressamente che “anche nel caso in cui il debitore sia l’ente previdenziale” sarà consentita la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione con le sanzioni irrogate per violazioni degli obblighi contributivi. Da ciò ne deriva che gli enti previdenziali (ovvero le casse) potranno rottamare le cartelle per contributi non versati ai propri dipendenti.

L’accordo sulla proposta emendativa è stato raggiunto grazie alla previsione, oltre al differimento per tutti dei termini per presentare la richiesta di definizione agevolata, anche di uno slittamento di un anno, per i Comuni che sono stati colpiti da eventi sismici e che altresì beneficiano delle agevolazioni tributarie previste dall’art. 48 del Decreto-legge n. 189/2016, delle scadenze (vecchie e nuove) relative alla definizione agevolata. Ciò ha consentito di evitare che anche questa proposta emendativa fosse, come già accaduto per l’emendamento presentato da Federico Ginato, ritenuta inammissibile, in quanto estranea all’oggetto del decreto-legge in questione (ovvero, gli interventi a favore delle zone terremotate).

Il Consiglio dei Ministri del 24 marzo 2017, tuttavia, ha approvato un nuovo decreto-legge con cui si dispone il differimento al 21 aprile prossimo del termine per presentare la richiesta di definizione agevolata. Il Governo, quindi, ha voluto consentire da subito al contribuente di poter presentare la propria richiesta nel (nuovo) termine, evitando quindi che le lungaggini dell’attività parlamentare per la conversione in legge del decreto-legge c.d. terremoto impedissero di approvare per tempo il rinvio.

La situazione, quindi, è la seguente: il rinvio al 21 aprile prossimo è immediatamente vigente, in forza del decreto-legge approvato il 24 marzo scorso, mentre le altre disposizioni contenute nell’emendamento Sottanelli, fra le quali vi è anche il rinvio del termine per l’Ente di fornire una risposta al contribuente (dal 31 maggio al 15 giungo), diverranno legge solo con l’approvazioe definitiva da parte del Parlamento della legge di conversione del Decreto-legge n. 8/2017.

E’ praticamente certo, quindi, che il decreto-legge approvato lo scorso 24 marzo non verrà convertito (c.d. “decreto-legge a perdere”), lasciando che i suoi effetti vengano stabilizzati dalla legge di conversione del Decreto-legge n. 8/2017. Esso serve solo a fare entrare in vigore per tempo la proroga e a dare “copertura” normativa per il tempo intercorrente fra la fine di marzo e la conversione in legge del decreto terremoto.

Si ricorda, infine, che la rottamazione delle cartelle Equitalia prevede l’annullamento degli interessi di mora e delle sanzioni dagli importi iscritti a nome del contribuente, al quale resterebbero da pagare gli altri importi per tributi, tasse e multe evase, nonché altri emolumenti tipici del lavoro del Concessionario, quali spese di riscossione, notifica e aggi.


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